5 Fattori Decisivi per la Scelta del Condizionatore (Prima Parte)

Condizionatore

Non puoi acquistare un condizionatore senza prima documentarti un po’ su questi apparecchi. Sapevi che scegliere il condizionatore sbagliato per la tua casa può condurre a un’amara delusione o, cosa ancor più grave, a dover sostituire l’apparecchio anzitempo? In questo articolo Easy Service Solutions ti parlerà esclusivamente di condizionatori fissi. Iniziamo!

Mono, Dual, Trial: quanti split?

Gli “split” sono le unità interne che si possono collegare a una singola unità esterna. “Mono” vuol dire che si può collegare una sola unità interna, “dual” due unità, “trial” tre unità e così via.
La stragrande maggioranza dei modelli in commercio destinati all’utenza privata sono mono split. Una più piccola percentuale del mercato è occupata da modelli dual split. Qui ci occuperemo unicamente di condizionatori mono split.
Solitamente questi modelli sono più che sufficienti per climatizzare appartamenti di medie dimensioni. Se ti interessa climatizzare solamente una stanza, a maggior ragione il condizionatore mono split è adatto alle tue esigenze.
Un condizionatore multisplit si rende necessario quando si voglia climatizzare una grande abitazione. In questo caso sarà consono installare due o più unità interne, anche se questo comporta una maggiore complessità dei lavori richiesti. È sempre possibile, per semplificare le opere necessarie, installare due o più condizionatori mono split indipendenti, laddove la conformazione architettonica della casa o del palazzo lo consenta.

Condizionatore

BTU: quante ne servono?

BTU sta per British Termal Unit. Si tratta di un’unità di misura internazionale usata per quantificare la quantità di calore sottratta (o aggiunta) all’ambiente in un’ora.
Si può facilmente pensare che un climatizzatore dalla potenza refrigerante maggiore, dunque con un numero di BTU elevato, sia sempre meglio. Sappi che non è così. La quantità di BTU necessarie è infatti commisurata alle dimensioni dell’ambiente da climatizzare e ad alcuni altri fattori ambientali.

è importante avere un’idea precisa delle BTU che servono per refrigerare casa nostra altrimenti il climatizzatore rischia di lavorare troppo e dunque di andare incontro a usura prematura.
Quante BTU servono allora per la vostra casa? La tabella sottostante vi può aiutare a farvi un’idea.

Mq BTU Mq BTU
14 5.000 51 12.000
23 6.000 65 14.000
28 7.000 92 18.000
32 8.000 111 21.000
37 9.000 130 23.000
42 10.000 148 25.000

È chiaro che oltre una certa soglia, indicativamente oltre gli 80-90 mq, si renda necessaria l’installazione di due condizionatori. I migliori condizionatori mono split arrivano a 21.000 BTU e superano i 1000 € di costo.
Ci sono poi alcuni fattori ambientali da tenere a mente nel calcolo della superficie. Se ad esempio il condizionatore si dovrà collocare in un ambiente naturalmente caldo, come una mansarda o una sala esposta al sole da grandi finestre, è necessario calcolare un 10% di BTU in più per compensare questo calore extra.
Per lo stesso motivo, se il condizionatore viene collocato in cucina, dove forni e fornelli possono generare maggior calore, è necessario aggiungere 4000 BTU al totale.

Tecnologia

Sul mercato oggi si possono trovare sostanzialmente due tipologie di condizionatori: i modelli on/off e quelli inverter.

On/off

Come suggerisce il nome (acceso/spento), questi modelli di condizionatore funzionano a erogazione intermittente della potenza refrigerante. L’apparecchio non funziona in continuazione, ma alterna momenti di erogazione dell’aria fredda a momenti di pausa.
Questo comporta che nella temperatura dell’ambiente si verifichi una leggera oscillazione. È infatti necessario che la temperatura salga oltre la soglia impostata affinché il condizionatore riparta e raffreddi di nuovo. Questi continui “start & stop” comportano anche un certo consumo, dato che il compressore si riavvia ogni volta e ri-raffredda di nuovo il refrigerante.
Se scegliamo un condizionatore troppo debole, il compressore rischia di lavorare costantemente e andrà incontro a surriscaldamento e usura precoce. Al contrario, se scegliamo un condizionatore troppo potente, succederà che il locale si raffredderà sì in fretta, ma saranno anche più brevi gli intervalli di lavoro.

Condizionatore

Inverter

La tecnologia inverter è di più recente introduzione e rappresenta un miglioramento rispetto alla precedente tecnologia on/off. Questi condizionatori sono infatti progettati per l’erogazione continua della potenza refrigerante, effettuando piccoli aggiustamenti per mantenere costante la temperatura. Questo si traduce non solo in una temperatura più stabile dell’ambiente, ma anche in minori consumi energetici, dato che spegnimenti e accensioni non sono frequenti.
I costi e le modalità di installazione sono identici per le due tipologie, e anche il divario di prezzo si è ormai molto ridotto. I condizionatori inverter costano ancora più di quelli on/off, ma si tratta ormai di una differenza di 50-100 € soltanto.

Consumi

Il tema dei consumi è molto rilevante quando si parla di condizionatori, dato che sono apparecchi che vengono utilizzati per lunghi periodi di tempo.
Il condizionatore è uno degli elettrodomestici per i quali vige l’obbligo di etichettatura energetica, per cui è piuttosto semplice paragonare i consumi dei vari modelli.

Dal 01/01/2019 le fasce di efficienza energetica sono 7, dalla più alta (A+++) alla più bassa (D). L’efficienza energetica in modalità riscaldamento può cambiare a seconda dell’area climatica. Ovviamente è più alta nelle zone calde, dove è più facile riscaldare un ambiente. Sarà, dunque, più bassa nelle zone fredde.

In etichetta sono riportati anche altri dati riguardo ai consumi del nostro condizionatore. Questi sono:

  • kWh/anno: stima dei kW consumati in un anno sulla base di un uso-tipo del condizionatore;
  • kW: la potenza nominale del condizionatore;
  • SEER: indice di efficienza energetica stagionale in modalità di raffreddamento;
  • SCOP: coefficiente di prestazione stagionale in modalità riscaldamento (solo per modelli con pompa di calore).

SEER e SCOP sono due indicatori che mettono in relazione rispettivamente la capacità refrigerante e la capacità riscaldante con il consumo elettrico: quanto più questi valori sono alti, tanto più il condizionatore è efficiente.

Rumorosità

L’ultimo dato riportato in etichetta energetica è quello relativo alla rumorosità, sia quella prodotta dall’unità interna, sia quella dell’unità esterna. La rumorosità massima dell’unità interna può andare dai 60 dB dei modelli più rumorosi ai 40 o meno dei condizionatori più silenziosi.
Il livello sonoro delle unità esterne oscilla tra i 50 e i 60 dB.

Condizionatore

Prima di rimandarti alla seconda parte dell’articolo per conoscere gli altri fattori ultili nella scelta del tuo condizionatore, ti ricordiamo sempre che la professionalità non si improvvisa! Se hai dubbi /o un contesto particolare da affrontare ritienici a disposizione per valutare insieme il da farsi. L’importante è raggiungere il risultato che hai in mente.
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